Compagnia del Mar Rosso

Il Mar Rosso è da sempre la nostra casa.
La Terra lo è diventata.

Dal 1980 esploriamo i fondali del Mar Rosso. Dal 2009 camminiamo sulla terra ferma. Stessa passione, orizzonti più grandi.

1980

La partenza

Maggio 1980, festeggiamo la fine dell’anno scolastico. Un giovane professore dalle ampie vedute ci racconta di avere vinto una discreta somma al casino. Decidiamo di investirla nell’acquisto di una jeep e partire per l’Egitto. Marco, Massimo, Adriano e Paolo. Da Alessandria al Cairo, dal Cairo a Suez e poi finalmente il Mar Rosso.

I cartelli vietavano di attraversare le spiagge deserte dove si potevano ancora trovare ordigni inesplosi del conflitto con Israele. Alla prima visione del blu nulla e nessuno ci avrebbero potuti trattenere, era quello che sognavamo.
EGITTO • HURGHADA 1980

La visione di Hurghada

Raggiunta Hurghada, campeggiamo sulle lunghe e deserte spiagge di fianco allo Sheraton Hotel. Finalmente il Mar Rosso! Il mare e’ una tavolozza di colori con tinte che sfumano dal verde smeraldo al blu intenso. Un sogno.

Anziani pescatori giocano a domino nei bar all’aperto per le strade del paese. Negli sguardi dei giovani una profonda curiosita’ verso i kawagia, gli stranieri.
EGITTO 1981–1982

Ritorno in Mar Rosso

Almeno due volte all’anno tornavamo in quel paese che ci aveva stregati. Attraversavamo l’Egitto in lungo e in largo ma Hurghada era diventata la nostra meta fissa. La spiaggia dello Sheraton era il nostro campo base: piantavamo le tende e trascorrevamo le giornate a pescare per poi cucinare il pescato.

Una mattina venne in spiaggia il direttore dell’hotel pregandoci di non presentarci il giorno dopo: avrebbero ricevuto la visita del presidente. Avevamo letto di un’isola di nome Shadwan e volevamo assolutamente raggiungerla; scoprimmo solo in seguito che l’isola sulla quale eravamo sbarcati era Giftun, a poche miglia da Hurghada.
EGITTO • HURGHADA 1983

Hurghada diventa casa

Adriano parte dall’Italia a bordo della mitica Fiat 127 con sei bombole, un compressore Coltri, e si stabilisce allo Shakespear Hotel di Hurghada. L’unico straniero che viveva in paese si chiamava Rudi, un omone tedesco che aveva monopolizzato l’attivita’ diving ad Hurghada.

Said aveva da poco aperto il Red Sea Restaurant con tavoli sulla strada e rotoli di carta igienica come tovaglie. Adriano organizzava le uscite diving dalla spiaggia, Garib si occupava delle escursioni nel deserto. La notte si trasportavano il compressore e le bombole nel deserto per essere ricaricate.
EGITTO • HURGHADA 1984

Il Dolphin Aqua Center

Ad Hurghada Adriano in societa’ con Ali el Assiut creano il Dolphin Aqua Center, primo centro subacqueo italiano in Mar Rosso. A bordo di piccole, fumose e rumorose feluche, organizzavano le prime uscite subacquee. Mettevamo per la prima volta il naso fuori da Hurghada spingendoci fino alle isole di Gobal.

Saad era un carissimo amico pescatore, maestro e compagno di tante apnee. Fu lui a farci conoscere uno per uno tutti i reef di Hurghada. Un giorno durante un’uscita Saad perse la dentiera sul fondo sabbioso. Il resto della giornata lo abbiamo dedicato alla ricerca della dentiera che alla fine siamo riusciti a trovare.
EGITTO • HURGHADA 1984

Mohammed Abdallah

Il migliore capitano in circolazione si chiamava Mohammed: quando partiva dal porto con la sua barca, volgeva lo sguardo verso poppa senza mai guardare a prua. Era capace di raggiungere l’isolato reef di Careless senza mai guardare avanti. Poco piu’ a nord si trovavano Umm Gamar, famose per i grossi pesci napoleone e per due enormi cernie che ogni tanto si presentavano ai nostri occhi lasciandoci ammutoliti.

SUDAN 1984

Primo viaggio in Sudan

Agosto non era certo il mese migliore per esplorare i fondali sudanesi ma noi, contro ogni logica, raggiungemmo quel paese allora sconosciuto. Da Khartoum a Port Sudan volavamo a bordo di aerei della Sudan Airways, un’esperienza che per chi l’ha provata rimane indimenticabile.

A Suakin incontrammo un pescatore e il giorno dopo navigavamo a bordo di un vecchio sambuco senza nessuna idea di dove ci trovassimo. Rientrati a casa dal viaggio in Sudan, i nostri genitori si rifiutarono di aprire la porta a degli sconosciuti.
EGITTO • HURGHADA 1986

Nasce il Diving World

Il diving del Dolphin Aqua Center chiude definitivamente i battenti e nasce il Diving World Hurghada che si trasferisce presso il Princess Hotel. A dirigere il diving ci saranno Mauro e Margherita Formaleoni.

La birra Stella puo’ essere pubblicamente commercializzata nei bar locali. Ben presto diventera’ il simbolo del nuovo turismo.
EGITTO • HURGHADA 1987

Prima volta alle Brothers’

Durante l’estate ci avventuriamo per la prima volta alle isole Brothers’ a bordo di una barca di pescatori capitanata dal grande Mohammed, con uno straccio di mappa nautica fotocopiato da chissa’ dove. Partimmo nel pomeriggio per navigare tutta la notte senza nessun riferimento a parte le stelle.

Il giorno della partenza sul molo si erano radunati amici e conoscenti per salutarci, convinti che non saremmo piu’ tornati. Mohammed, quando capo’ che la scorta di bottiglie di anice era terminata, ando’ in panico. Il rientro fu ancora piu’ complicato del viaggio di andata.
EGITTO • SHARM 1988

La Coral Queen

Tra i vari personaggi che frequentavano Hurghada c’era Omar, armatore della Coral Queen, un vecchio traghetto italiano degli anni ’50 ormeggiato a Sharm. Organizzavamo crociere dirette alle Brothers’ o nello stretto di Gobal. Sul reef di Abu Nuhas erano ben visibili alcuni relitti oggi ormai sommersi.

L’equipaggio della Coral Queen rappresentava lo spirito della nave: il comandante era egiziano, l’equipaggio filippino e l’armatore turco. A bordo viveva anche un topo verde che aveva avuto la sfortuna di passare davanti al marinaio filippino mentre pitturava.
EGITTO • SHARM 1988

Sharm el Sheikh

In questo periodo utilizzavamo anche imbarcazioni provenienti da Israele per le crociere nella zona di Sharm e alle isole Brothers. In quegli anni Sharm era un paese fantasma passato da poco in mano all’Egitto dopo gli accordi di Camp David. Al vecchio porto si trovavano ormeggiate tre navi italiane della MFO, sulle quali ogni tanto venivamo invitati a mangiare le lasagne in cambio di qualche immersione.

EGITTO • HURGHADA 1987

IED in Mar Rosso

A dicembre organizziamo il primo corso di fotografia subacquea pubblicitaria. Dodici allievi dell’Istituto Europeo di Design di Milano invadono per una settimana il piccolo e tranquillo paese di pescatori. A quel tempo si usciva ancora dal vecchio porto militare.

Ognuno degli allievi aveva portato dall’Italia ingombranti oggetti da fotografare sott’acqua. I locali non credevano ai loro occhi.
EGITTO • HURGHADA 1988

Il boom di Hurghada

Viene costruito il Giftun hotel e poco alla volta nascono come funghi uno dietro l’altro decine di villaggi. Le malandate barche di pescatori si convertirono tutte in imbarcazioni diving. I pescatori erano ancora i soli a conoscere i reef dove immergersi.

Nasce il marchio Compagnia del Mar Rosso: per l’organizzazione tecnica ci appoggiavamo alla Milone Viaggi, un binomio che si e’ protratto per 15 anni. Su un vecchio numero di Mondo Sommerso, per la prima volta sentiamo parlare dell’isola di Zabargad.
EGITTO 1989

In viaggio verso sud

Ci avventuriamo per la prima volta nel profondo sud del Mar Rosso egiziano a bordo di una Peugeot 504 fino a raggiungere il minuscolo paese di pescatori di Marsa Alam. Centinaia di chilometri di deserto senza incontrare nessuna abitazione, nessun hotel, il nulla assoluto. Una lunga linea blu sulla nostra sinistra e una distesa ocra sulla destra. Avevamo trovato un vecchio molo diroccato in un luogo chiamato Ras Qulan.

In corrispondenza del villaggio di Marsa Alam si trovava l’unica pompa di benzina presente lungo la costa del Mar Rosso dopo Hurghada, situata al crocevia della strada che dalla Valle del Nilo arrivava sulla costa.
EGITTO 1990

Il Diving World allo Sheraton

Il Diving World si trasferisce dal Princess allo Sheraton: finalmente tornavamo dove tutto era iniziato. Dalle tende in spiaggia del 1980 al diving allo Sheraton erano trascorsi dieci anni. Un sogno si era realizzato.

La prima sede del Diving World era una minuscola stanza nei sotterranei dell’hotel.
EGITTO 1990

L’isola sconosciuta

Grazie all’amico di sempre e socio Sherif otteniamo i permessi per imbarcarci dal vecchio molo diroccato di Ras Qulan, a 450 km da Hurghada. Ad agosto raggiungiamo per la prima volta l’isola di Zabargad. Non sono sufficienti le parole per descrivere la bellezza di quell’isola che si presentava per la prima volta ai nostri occhi. Non ci rendevamo conto di come quell’avventura stesse scrivendo una pagina nella storia della subacquea del Mar Rosso.

La prima volta che partimmo alla ricerca di Zabargad avevamo solo una vaga idea di dove fosse. Le due barche iniziarono a navigare una di fianco all’altra ma dopo innumerevoli miglia dell’isola non v’era traccia. Decidemmo di tornare indietro navigando con le barche parallele e distanti tra loro. Magicamente compari’ Zabargad.
EGITTO 1991

M/Y Zabargad

A luglio viene varato il M/Y Zabargad, a bordo il mitico capitano Hamam e i fratelli Hassan e Shahta. Il M/Y Zabargad rappresentava una rivoluzione nella cantieristica: eravamo passati dalle piccole e spartane imbarcazioni da 14 metri a un motoryacht di 24 metri con 6 cabine, una grande dinette e la cucina.

Chi ha navigato a bordo dello Zabargad non potra’ mai dimenticare quei momenti: ogni giorno era una nuova scoperta, avevamo davanti a noi un Mar Rosso tutto da esplorare. Poi c’erano le notti che sembravano non finire mai. Mahrus il cuoco russava cosi’ forte che non permetteva a nessuno di chiudere occhio.
EGITTO 1991

Le anfore di Sataya

A settembre, ormeggiati nella laguna di Sataya, il fotografo Pierfranco Dilenge scopre le famose anfore romane di Dolphin Reef, le piu’ antiche mai trovate in Mar Rosso. Quel gruppo di anfore intatte, adagiate sul fondo, divento’ un incontro fisso durante le nostre crociere.

Qualche anno dopo il loro ritrovamento ci trovammo di fronte ad uno degli scempi piu’ assurdi che potessimo immaginare: le anfore erano state prese a martellate e distrutte nella speranza di trovare chissa’ quale tesoro al loro interno.
EGITTO 1992

Alla scoperta dell’isola

Dal luglio 1990 le crociere per Zabargad si susseguivano senza sosta: scoprivamo giorno dopo giorno reef sconosciuti, ci tuffavamo, li disegnavamo e costruivamo gli itinerari. Quando dall’alto vedevamo la prima striscia di sabbia bianca e l’acqua color turchese, cominciavamo a correre come pazzi per non perdere neanche un istante di quel momento magico.

Un giorno di forte vento, durante una passeggiata sull’isola in compagnia di Hamam, vediamo emergere dall’acqua un pezzo di ferro. Avevamo trovato il relitto del Kanka.
EGITTO • HURGHADA 1992

Estati da estasi

Il Diving World in questi anni diventa il punto di ritrovo di tutti i subacquei italiani in Mar Rosso. Le barche erano sempre piu’ organizzate e i nostri amici pescatori con i quali avevamo iniziato a navigare diventavano un ricordo indelebile ai quali dovremo sempre la nostra riconoscenza. Capitava di partire dal molo dello Sheraton con 15 barche, ognuna con 12 sub.

EGITTO • HURGHADA 1992

Gli anni dell’Andrea’s

Questi sono i mitici anni dell’Andrea’s Hotel che occupavamo totalmente. Il proprietario Ahmed Andrea e’ stato il collante tra mare e terra: l’Andrea’s era il nostro quartiere generale. Le giornate non avevano tempo, sembrava non finissero mai. Di giorno in acqua e il resto del tempo tutti insieme all’Andrea’s.

A luglio inizia la costruzione della piscina all’Andrea’s che diventera’ il punto d’incontro delle folli notti.
EGITTO 1993

Sha’ab Claudio

Durante una crociera di ritorno da Zabargad il fotografo Claudio Ziraldo decide di tuffarsi in un piccolo reef sconosciuto. Era sha’ab Claudio, diventata da quel giorno una delle immersioni Top del Mar Rosso. Le spaccature delle sue grotte saranno ben presto una delle scenografie piu’ ricercate dai fotografi subacquei.

Nelle cavita’ di sha’ab Claudio, qualche anno dopo, Umberto Pellizzari verra’ immortalato per la pubblicita’ di una nota marca di orologi.
EGITTO 1994

Si susseguono avvenimenti

A maggio accompagniamo lo staff di Folco Quilici che realizzera’ un documentario sul Mar Rosso e sulle anfore di Dolphin Reef. La Compagnia del Mar Rosso partecipa per la prima volta all’Eudi Show, la fiera della subacquea di Verona. Realizziamo il primo catalogo e la prima maglietta di una lunghissima serie.

EGITTO 1994

Arriva il Rusalka

A giugno compare in Mar Rosso il fantastico ketch Rusalka, progettato da Laura e attrezzato per il giro del mondo. Il Rusalka non parti’ per nessun giro del mondo: si stabili’ in Mar Rosso e fu la prima barca a vela ad organizzare charter subacquei all’isola di Zabargad. A bordo si susseguirono grandi capitani: Marco Ambrosini, Josko Dzaja, Gigi Nava, Dario Marangoni, Salvatore Paternostro e naturalmente Laura.

A luglio Laura parte per l’Italia e noi ci imbarchiamo sul Rusalka. Raggiunta la barca ormeggiata a Ras Qulan, il comandante ci avvisa che a bordo non era presente nessun approvvigionamento. Due di noi raggiunsero in autostop il paese di Quseir. Alle prime ore del mattino si alzavano le vele e per la prima volta navigavamo il Mar Rosso nel silenzio assoluto.
EGITTO 1994

Pellizzari e il Rusalka

Ad ottobre sul Rusalka arriva Umberto Pellizzari con la troupe di operatori per realizzare riprese per conto di Sector No Limits.

Ad Hurghada viene installato il primo semaforo. Non cambia nulla: automobili e microbus continuano a seguire la strada dell’istinto.
EGITTO 1995

Il M/Y Amelie

A marzo viene varato il M/Y Amelie, un motoryacht di 20 metri pensato per crociere tra Hurghada e le coste del Sinai. La guida a bordo sara’ Gigi Ferrari, un mito venuto da Turbigo e mai piu’ rientrato. Gigi e’ stato il maggior conoscitore del Mar Rosso, la guida perfetta per tutti i fotografi transitati da quelle parti.

Fin dal primo giorno il M/Y Amelie e’ stata capitanata da rais Taufik e dal suo fido compare Said: i due scenderanno da Amelie moltissimi anni dopo, solo quando la barca avra’ terminato di navigare.
EGITTO • HURGHADA 1995

Arrivano nuove guide

Al Diving World si aggiungono nuove guide, tra cui Remo Pinana, ’lo svizzero’. La mole di lavoro aumenta a dismisura: per la prima volta decidiamo di assumere un’assistente in loco. Laura entra di diritto a fare parte della Compagnia del Mar Rosso: il suo Rusalka e’ stato il miglior biglietto da visita.

Gigi acquista dal pasticciere dello Sheraton la mitica Fiat 128 che a sua volta era gia’ stata acquistata usata in Germania. Una macchina senza tempo che con molta probabilita’ e’ ancora in uso.
SUDAN 1996

Oltre il confine: le Marse

A bordo del Rusalka decidiamo di oltrepassare il confine egiziano per raggiungere le Marse Sudanesi. Partiamo da Hurghada ai primi di novembre con vecchie e approssimative mappe nautiche. Fu un’esperienza unica perche’ eravamo soli in un mare sconosciuto a bordo di una barca a vela. Al calare del sole ci infilavamo dentro le marse circondati da un paesaggio mozzafiato e accompagnati dal canto dei dugonghi.

Il giorno in cui oltrepassammo il confine per raggiungere Elba Reef si alzo’ un vento teso accompagnato da forte pioggia. Quella notte ci accorgemmo che l’acqua si era infiltrata nel serbatoio del gasolio. Passammo tre giorni ormeggiati a Elba Reef a separare l’acqua dal gasolio usando bottiglie vuote.
EGITTO • HURGHADA 1996

La nuova sede del Diving World

Il Diving World inaugura la nuova sede distaccata dal corpo centrale dello Sheraton: un luogo magico, una calamita per tutti i sub al rientro dalle immersioni. Da questo diving sono transitati tutti i subacquei che hanno frequentato il Mar Rosso in quegli anni miracolosi.

Difficile ricordare tutte le guide che sono transitate da qui negli anni: Mauro e Margherita Formaleoni, Gigi Ferrari, Shaaban, Remo Pinana, Anna Cabeza, Giulia Hennas, Jose Gonzales, Shazly, Mike, Gamal, Marco e Sissi, Gaetano Franza, Alberto Barattini, Manfredi Nobile, Katti Angelini e tanti altri.
EGITTO • HURGHADA 1996

Saint John

Proseguendo il nostro cammino di ricerca verso sud ci inoltriamo per la prima volta alla scoperta dei reef di Saint John. Ci immergevamo, mappavamo, disegnavamo e davamo un nome ad ogni singolo reef.

Ad ogni componente dell’equipaggio facevamo scegliere un reef con il suo nome: sha’ab Osama (il marinaio), sha’ab Aid (il figlio del capitano), sha’ab Mahrus (il cuoco), sha’ab Farag (il motorista), abili Gafaar (il comandante), marsa Selmi (il marinario).
EGITTO • HURGHADA 1997

Nasce Focus

Nasce Focus, primo centro noleggio di macchine fotografiche e video. L’idea e’ di Remo. Focus negli anni diventa un punto di riferimento per i diving di Hurghada. Remo, Kevin, Thierry, Ivan e Renzo sono stati nel tempo gli artefici di questa attivita’ parallela alla subacquea.

Un giorno Remo si presenta con la nuova auto di rappresentanza: una bellissima Fiat 127 gialla con tanto di logo e servizio a domicilio, che qualche giorno dopo fece una brutta fine.
EGITTO 1997

Zabargad si allontana

Una serie di disposizioni governative anticipano la temporanea chiusura delle isole egiziane. Viene definitivamente vietato l’accesso all’isola di Zabargad. Fu una scelta difficile da digerire: ormai ci sentivamo gli unici depositari di quel tratto di mare. Viene ufficialmente riconosciuta l’HEPCA, un grosso passo verso la protezione di questo mare.

EGITTO 1998

Il Mar Rosso in crociera

Il forte impulso verso le crociere subacquee ci costringe a potenziare la flotta affiancando nuove imbarcazioni alle ormai ben note Zabargad e Amelie. Nascono armatori e imbarcazioni di nuova generazione: Royal Emperor, Miss Nouran, Samaa, Aqua Safari, Rosetta, Veena, Farouk. Le crociere non sono piu’ un privilegio per pochi ma un modo diverso di vivere il mare.

SUDAN 1998

Finalmente il Sudan

Con le nuove regolamentazioni del Parco Marino in Egitto decidiamo che e’ giunto il momento di trasferirci in acque sudanesi. Il mare sudanese ci lascia letteralmente senza parole: ogni tuffo sono visioni paradisiache. Per sette anni si susseguiranno varie imbarcazioni comandate da grandi capitani. In Sudan eravamo tornati a vivere le stesse emozioni dei primi anni egiziani: navigavamo solitari e ci immergevamo in luoghi che erano un vero sogno.

La prima visione del faro di Sanganeb fu una fucilata al cuore: non avevamo mai visto un posto che emanasse tanta magia come la vista dell’atollo dall’alto del faro.
SUDAN 1998

Il sogno del faro di Sanganeb

Rimanemmo cosi’ colpiti dalla visione del faro di Sanganeb che decidemmo di proporre al governo sudanese la gestione del faro per costruire il Sanganeb Diving Resort. Presentammo il progetto che venne accettato; purtroppo poco tempo dopo scoppio’ la prima guerra del golfo e il nostro sogno venne definitivamente bloccato.

Per un lungo periodo le nostre attenzioni erano rivolte soltanto a questo progetto. La sera ci incontravamo su una o sull’altra barca e iniziavamo a sognare: intanto il Sanganeb Diving Resort prendeva forma.
EGITTO 1999

Grandi cambiamenti

Un nuovo personaggio si aggiunge al clan degli hurghadiani: e’ Andrea Resio che restera’ per diversi anni come guida a bordo dello Zabargad per poi diventarne socio. Hurghada ha raggiunto una ricettivita’ turistica impressionante. Il vecchio paese con i suoi bar sulla strada non esiste piu’.

Il primo incontro con Andrea fu abbastanza traumatico per tutto l’equipaggio dello Zabargad che si trovo’ di fronte un giovanotto con i capelli colorati di rosso. Non fu facile fargli capire che si puo’ essere delle buone guide sub anche se stravaganti.
ARABIA SAUDITA 2000–2001

L’altra sponda del Mar Rosso

Prima di allora solo il comandante Cousteau all’inizio degli anni ’60 aveva provato a immergersi in quelle acque sconosciute, peraltro con poco successo. Bisognava credere nei sogni e non smettere mai di inseguirli perche’ un giorno si sarebbero realizzati: continuavamo a ripeterci. E cosi’ fu! A settembre veniamo invitati dall’ente turistico saudita per effettuare una perlustrazione della costa antistante la citta’ di Jeddah.

Atterrammo a Jeddah a notte fonda dopo un fantastico viaggio in prima classe. Alle prime luci dell’alba saudita usciamo in un giardino tappezzato da palme e enormi massi dalle forme sferiche. Una meraviglia, fino a quando ci avviciniamo a una palma e ci rendiamo conto che tutto quello che avevamo davanti era di plastica: palme, giardino e massi.
ARABIA SAUDITA 2001

Primi passi sauditi

In questo anno si sono susseguiti numerosi incontri con personaggi ai quali oggi e’ impossibile dare un volto e un nome. Montagne di parole, idee e progetti che si dissolvevano in breve tempo. Abbiamo incontrato principi, governatori, ministri e capitribu’.

Un giorno veniamo ricevuti da un governatore in una lussuosissima villa. Dopo le presentazioni ci viene chiesto di esporre il nostro progetto di crociere subacquee. Il governatore si alza e con assoluta tranquillita’ ci chiede per quale motivo non conveniva costruire una barca da 100 subacquei. Un giorno si presenta nei nostri uffici a Milano Eric Mason, emissario del principe saudita Abdullah bin Saud, con i progetti del M/Y Dream Voyager.
ARABIA SAUDITA 2002

Prime esplorazioni in Saudi

All’inizio dell’anno riusciamo ad effettuare una prima esplorazione nei fondali di Yanbu: a bordo di una piccola barca di pescatori ci facciamo portare ai Seven Reef. Sono ancora ben impresse nella mente la bellezza di quelle pareti che sprofondavano nel blu e la quantita’ di pesce che fuoriusciva da ogni anfratto. A giugno effettuiamo la prima crociera esplorativa a bordo del nuovissimo Dream Voyager.

All’arrivo in aeroporto veniamo accolti da una delegazione del governo con tanto di giornalisti e fotografi. Durante una sosta a Yanbu decidiamo di riempire la jacuzzi a prua: al rientro in barca, le centinaia di litri versati si erano riversati nella cabina sottostante, proprio quella del saudita.
ARABIA SAUDITA 2003–2006

I Farasan Banks

Settembre 2003: effettuiamo la prima crociera esplorativa ai Farasan Banks a bordo del Dream Voyager. Questo era il mare che stavamo cercando e finalmente l’avevamo raggiunto. Mappiamo una moltitudine di reef tra i Farasan Banks e Yanbu navigando senza sosta. Ogni sito di immersione e’ stato scoperto, scandagliato, mappato e nominato.

Ancora oggi nessuno sa se Adriano e Hamam avessero una idea di dove dovevano arrivare. Quel viaggio dall’Egitto all’Arabia e’ sempre stato avvolto nel mistero. Arrivati a Jeddah si sono infilati per errore nella marina privata del principe e quindi arrestati.
YEMEN 2006

Yemen: le Zubayr

Si parte per lo sconosciuto Yemen. La possibilita’ di esplorarlo accompagnati dall’amico Maurizio Pazzelli ci sembra un’occasione unica. Maurizio e’ il solo navigatore che solca queste acque a bordo della goletta Boreas. All’accensione del motore veniamo invasi da una gran fumata nera: motore fuso.

Le Zubayr le abbiamo raggiunte a bordo di due gommoni e piccole barche di pescatori dopo un viaggio difficile da raccontare. Una volta arrivati ci accampiamo nell’isola di Rugged dove si trova un’enorme grotta. Al secondo giorno le vibrazioni del compressore hanno fatto crollare enormi massi dalla volta: una scena da film, se non fosse che sotto quella pioggia di massi c’eravamo tutti noi.
EGITTO 2007

Aldebaran, la rossa

A dicembre in Egitto variamo la barca rossa: Aldebaran. Capitan Said e il suo equipaggio segneranno un’ennesima svolta di qualita’. Con Aldebaran cambia soprattutto la vita di bordo: oltre alla perfetta logistica diving, la maniacale attenzione per ogni dettaglio a partire dalla qualita’ della cucina. Da quando ha iniziato a lavorare non si e’ mai piu’ fermata, diventando una delle imbarcazioni piu’ longeve del Mar Rosso.

Il primo progetto di Aldebaran venne disegnato sulla sabbia lungo la spiaggia del cantiere di Safaga dal progettista che poi avrebbe diretto i lavori. Le avventure della barca rossa sono state ripetutamente raccontate nei disegni del grande Bruno Fullin, straordinario inventore delle famose Crociere Spritz.
ARABIA SAUDITA 2007–2008

Hamam arriva in Saudi

Marzo 2007: arriva la grande notizia, ci viene offerta la possibilita’ di portare una nostra imbarcazione dall’Egitto. Il M/Y Veena sara’ la sola barca straniera a navigare in Arabia Saudita. Finalmente dopo avere tanto sognato questo momento, Hamam riesce a mettere piede in Saudi: era il suo sogno, era il nostro sogno.

La prima volta che ho incontrato Hamam in Saudi rientravo da una crociera a bordo del M/Y Voyager. Appena aperte le porte del pullman, una voce conosciuta e tanto attesa: in quel preciso momento avevamo voltato pagina. Hamam c’era davvero e questo per noi rappresentava la certezza di continuare insieme un lavoro iniziato insieme trent’anni prima.
EGITTO 2008–2013

La crociera Spritz

In questo periodo Aldebaran e’ sicuramente la barca piu’ attiva nel Mar Rosso egiziano. Tra i frequentatori fissi c’e’ stato anche Bruno Fullin, grande amico e bravissimo pittore che per molti anni aveva scelto questa barca e i fondali del Mar Rosso come sue muse ispiratrici. A Bruno si devono splendidi acquarelli attraverso cui ci ha raccontato le sue visioni sottomarine.

Da buon veneziano Bruno, oltre ad averci riempito gli occhi, ha ben pensato di riempire anche il palato degli ospiti a bordo. Un giorno decise di organizzare la prima Crociera Spritz. Per diversi anni queste crociere divennero un incontro fisso: i subacquei univano la passione per il mare alla degustazione del mitico Spritz delle ore 17.
GIBUTI 2007

Gibuti: gli squali balena

A gennaio 2007 effettuiamo la prima crociera esplorativa a Gibuti a bordo della goletta Elegante, accompagnati dal biologo Danilo Rezzolla. Avviamo il progetto Whale Shark Expedition, coordinato da Emilio Mancuso e i biologi dell’ISM, per mappare gli squali balena presenti nel golfo di Tadjoura.

La baia de l’Etoile e’ una delle zone dove si radunano gli squali balena ma e’ anche un campo di esercitazioni militari. Un giorno mentre nuotavamo alla ricerca dei balena, un elicottero si avvicino’ e un militare, allungando un braccio, ci indico’ la posizione degli squali balena.
ARABIA SAUDITA 2010

Fine di un’era saudita

Dal 2003 non ci siamo mai fermati: abbiamo navigato, scandagliato e mappato quasi tutta la zona dai Farasan Banks a Yanbu, oltre 600 chilometri di Mar Rosso. Ogni sito di immersione e’ stato scoperto, scandagliato, mappato e nominato. A giugno ci viene comunicata la notizia: nel giro di una settimana avremmo dovuto puntare la prua delle nostre barche e rientrare in Egitto.

In quel momento fummo presi da uno sgomento difficile da descrivere. Immaginavamo che prima o poi il paese decidesse di chiudere i confini ma speravamo che quel giorno non arrivasse mai. Eravamo certi che lasciare quel mare significava chiudere una porta che chissa’ quando mai si sarebbe aperta nuovamente.
SUDAN 2011

Le rivolte arabe

Il persistere delle rivolte arabe in Egitto e la chiusura definitiva dell’Arabia Saudita ci costringevano a fare rotta verso il Mar Rosso sudanese. Con il M/Y Suzanna e capitan Abdallah puntiamo la prua verso le coste sudanesi. Un’altra storia stava cominciando: l’amore e la passione per questo mare aumentavano ogni giorno di piu’.

Capitava spesso che le giornate di primavera avanzata fossero gia’ torride. A Port Sudan un facoltoso commerciante affittava a ore una parte della sua cella frigorifera a chi voleva godersi un’ora di fresco. Agosto 2012: la tentazione di ritrovare il relitto italiano del Levanzo, affondato nei primi del ’900 vicino al confine, ci convinse a superarlo senza permessi. Rimane ancora oggi il ricordo di una scoperta straordinaria vissuta con grande emozione.
SUDAN 2012–2019

Port Sudan si trasforma

Port Sudan si trasforma. La cittadina diventa un punto di riferimento per i subacquei di tutto il mondo. Le nuove rotte che collegano Dubai con Port Sudan si intensificano, in paese si respira aria di grande cambiamento. Il porto e’ un continuo via vai di barche che partono e tornano.

Sul lungomare compaiono decine di piccoli bar all’aperto con i tavolini che si affacciano sul mare. Ovunque ci sono tavoli da biliardo, si respira un’aria speciale. Il venerdi’ la gente si riversa sul lungomare ad attendere le barche al rientro dalle crociere.
SUDAN 2012

Il profondo sud sudanese

Per la prima volta incontravamo le isole del profondo sud, dislocate fino a poche miglia dal confine con l’Eritrea. Navigavamo senza incontrare altre barche: quel tratto di mare lontano da tutto ci aveva riconquistato ancora una volta. Dopo ogni immersione salivamo a bordo come se fosse stata la prima volta che mettevamo la testa sott’acqua.

La prima immersione a Dahrat Abid e’ ancora viva nella mente: in Sudan le grosse aggregazioni di squali martello sono comuni, ma tuffarsi in acqua e trovarsi circondati da una quantita’ indescrivibile di squali fu una sensazione che ancora oggi e’ difficile da raccontare.
ARABIA SAUDITA 2010–2019

Un fugace rientro in Saudi

Dal 2010 al 2019 non si sentira’ piu’ parlare di Arabia Saudita, ma la speranza di ritornare rimane sempre viva. Nel 2015 l’Universita’ Orientale di Napoli ci contatto’ per ricerche archeologiche su antichi relitti in Mar Rosso. Ci ritrovammo nuovamente a galleggiare sul mare d’Arabia alla ricerca di un relitto affondato alla fine del ’700 all’interno di una laguna a nord di Yanbu.

Non ci era mai capitato di trascorrere cosi’ tanto tempo rinchiusi dentro una laguna: per una settimana ci immergevamo anche quattro volte al giorno su un fondo sabbioso a 12 metri di profondita’ alla ricerca di pezzi di storia. Ne valeva la pena: quel relitto, che stava diventando famoso, lo avevamo casualmente trovato noi nel 2006.
SUDAN 2019

Chiusura Sudan

Dopo anni indimenticabili trascorsi nel profondo sud sudanese, ad aprile arrivano le prime avvisaglie di un conflitto che prosegue ancora oggi. Per l’ennesima volta il Sudan si infila in un tunnel di conflitti interni che in poco tempo costringe tutti gli stranieri ad evacuare dal paese. Tutte le barche ormeggiate al porto di Port Sudan girano la prua e rientrano in Egitto.

Poche settimane prima della ferale notizia, durante una delle tante soste a Port Sudan, andammo a visitare il famoso acquario di cui tutti gli abitanti ci parlavano come se si trattasse dell’acquario piu’ grande del mondo.
ARABIA SAUDITA 2019

Il ritorno in Arabia

Dopo anni di silenzio e di speranze, le porte dell’Arabia sembrano timidamente riaprirsi. Il paese sembra completamente rinnovato rispetto a quello che avevamo lasciato dieci anni prima. Individuiamo velocemente l’imbarcazione prescelta: il M/Y Typhoon, una grossa barca in ferro perfetta per navigare quel mare.

ARABIA SAUDITA 2020

Il buco nero del Covid

A fine gennaio il M/Y Typhoon varca il confine immaginario tra Mar Rosso egiziano e quello saudita: siamo pronti ed eccitati a ricominciare. Ma a pochi giorni dall’inizio della prima crociera scoppia il Covid, un buco nero che durera’ un anno intero. In tutto questo periodo la barca rimarra’ ormeggiata in porto e noi disperatamente attaccati a una flebile speranza.

Una volta raggiunto il porto di Jeddah l’equipaggio rimarra’ bloccato per oltre tre mesi senza neanche poter scendere dalla barca.
ARABIA SAUDITA 2022

Il profondo sud saudita

Per la prima volta nella storia di questo mare raggiungiamo il profondo sud del Mar Rosso saudita alla scoperta di isole e reef totalmente sconosciuti. Navighiamo a bordo del catamarano privato Mojito di proprieta’ dell’amico Marco Arese, con capitan Massimo Contini al timone. Trascorreremo due settimane irripetibili perche’ queste occasioni capitano una volta nella vita.

Uno dei ricordi piu’ divertenti riguarda la cambusa: all’arrivo a Jeddah era stracolma di bottiglie di vino, ovviamente vietatissimo in Arabia. Trascorremmo le serate a gustare il buon vino e a imbottigliare ogni bottiglia riempiendola di acqua colorata. Al controllo in uscita nessuno si accorse di nulla.
ARABIA SAUDITA 2022–2023

Una lenta ripresa

Tra mille difficolta’ burocratiche cerchiamo di galleggiare e non mollare il nostro sogno saudita. Il paese e’ cambiato e il nuovo business in Saudi e’ una mission quasi impossibile. Noi continuiamo a perseguire i nostri sogni di scoperta e di conoscenza di questo mare. Ci sentiamo a casa e sappiamo che davanti a noi c’e’ ancora un lungo lavoro che ci aspetta.

Una delle emozioni piu’ grandi di questo periodo buio e’ stato quando, al termine di una delle prime crociere post-Covid, abbiamo avvistato Aldebaran con il suo equipaggio che ci aveva raggiunto in Saudi. Ci sono situazioni che in certi momenti servono a rassicurarti e a farti vedere positivo.

Torniamo sempre.
Perché conoscere è un privilegio.

I referenti a cui affidiamo i nostri viaggi sono prima di tutto amici dei quali non potremmo fare a meno: sono la vera colonna portante di ogni partenza.

Siamo convinti che tornare negli stessi luoghi sia il vero “privilegio della conoscenza”. Allo stesso tempo siamo incuriositi da nuove mete: calpestiamo nuove terre per conoscere nuove genti.

Ogni viaggio ha una sua anima ben definita perché è stato pensato in base alla curiosità di chi lo accompagna.
Non corriamo per vedere di più, ma camminiamo per vedere meglio.

50+

Anni nel Mar Rosso

Dal 1980 sotto la superficie, dove tutto è cominciato.

15+

Anni in TerraFerma

Africa, Medio Oriente, deserti: la terra come estensione del mare.

Storie da raccontare

Il progetto Mille Battute. Perché ogni viaggio è una storia.