Informazioni
Descrizione
L’immersione de La Petit Passe può essere effettuata soltanto in condizioni di corrente entrante e quindi con l’ausilio della tabella delle correnti. L’immersione si svolge a ridosso dell’isola di Abu Maya, collocata al centro della passe che divide il golfo di Tadjoura da quello del Ghubbet el Kharab.
Immersione
Raggiunto il versante est e verificate con molta attenzione le condizioni della corrente, ci si tuffa in acqua per raggiungere il pianoro posto a circa 10 metri di profondità. Superato il pianoro ci si trova sulla caduta esterna che raggiunge la massima profondità a circa 35 metri. La parete è composta da grossi blocchi lavici ammassati uno sopra l’altro. Una forte corrente favorevole ci investe trascinandoci a tutta velocità lungo la parete sulla nostra sinistra. Banchi di carangidi, Pomacanthus, grosse cernie, dentici, platax e miriadi di fucilieri sono i protagonisti di questa immersione, nella quale il subacqueo può soltanto osservare mentre viene trasportato rapidamente dalla corrente. È fondamentale mantenersi il più possibile ridossati alla parete, poiché correnti imprevedibili possono proiettarci in mare aperto in una frazione di secondo e a quel punto non vi sarebbe alcuna possibilità di rientro. Il punto più critico è il corner esposto a nord, dove si incontra una corrente che spinge verso l’interno del golfo. L’immersione termina sul versante nord, dove si incontra un ampio plateau a circa 10 metri di profondità ricco di madrepore ad ombrello, filari di gorgonie e molto pesce di reef, tra cui banchi di grugnitori nascosti sotto le rocce e grosse cernie. Come per la quasi totalità delle immersioni in quest’area, la visibilità è ridotta e questo richiede un livello di attenzione ancora maggiore. L’immersione di La Petit Passe è consigliata esclusivamente a subacquei esperti. È indispensabile l’utilizzo del pedagno. Questa immersione è sicuramente tra le più affascinanti che si effettuano nel golfo del Goubbeth.