Personaggio

Marina Costa

2009

Ciao a tutti!
Mi presento velocemente via internet, sperando di avere presto l’occasione di conoscervi meglio in barca durante una delle fantastiche spedizioni scientifiche organizzate dalla Compagnia del Mar Rosso nelle acque di Gibuti.
Mi chiamo Marina Costa. Lo so, lo so… questi genitori così fantasiosi non potevano davvero trovare un nome più originale! Abbiate pietà dei vostri figli quando dovrete scegliere il loro nome.
Dicevo: mi chiamo Marina e sono nata a Rho (MI) il 25 giugno 1970. Per qualche anno della mia fanciullezza ho gironzolato avanti e indietro tra Roma e Milano, fino a quando i miei genitori non si sono definitivamente trasferiti nella città meneghina.
A Milano ho frequentato il liceo scientifico e poi mi sono iscritta a Biologia presso l’Università Statale. Nel frattempo, seguendo le orme di mio padre — grande amante del mare — ho approfittato per prendere la patente nautica per unità da diporto a vela e motore senza limiti dalla costa presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Santa Margherita Ligure, oltre a qualche brevetto subacqueo… giusto per non essere arrestata dalla Guardia Costiera una volta riemersa in superficie!
Non essendoci ancora, in quegli anni lontani, un corso universitario dedicato alla biologia marina, ho iniziato a collaborare con l’Associazione Italiana di Malacologia (i molluschi — e in particolare i nudibranchi — sono tuttora le mie “bestie preferite”) e con l’Acquario Civico e Stazione Idrobiologica di Milano.
Con l’Acquario sono anche riuscita a svolgere una tesi esterna e quindi a salvarmi da ore e ore di interminabile laboratorio: attività che, pur piacendomi, non è esattamente nelle mie corde.
La mia tesi di laurea magistrale in Biologia (cinque anni) si basava sullo studio dello stato di salute di alcune praterie di posidonia (Posidonia oceanica) nell’area di Sanremo (Mar Ligure), utilizzando i micro-molluschi come bioindicatori.
La collaborazione con l’Acquario è poi proseguita per diversi anni: prima lavorando con le collezioni scientifiche e successivamente come guida ambientale presso l’associazione Verdeacqua – Istituto per gli Studi sul Mare.
Nel 2001, con una certa dose di… fortuna, sono stata selezionata per il master in Economia e Politica Ambientale, sempre presso l’Università Statale di Milano e finanziato dalla Comunità Europea.
Attenzione: adoro parlare di legislazione europea in campo ambientale (uomo avvistato, mezzo salvato!).
Nel 2002, nonostante un certo astio sviluppato durante le immersioni della mia tesi nei confronti dei delfini, ho iniziato una collaborazione con l’Istituto Tethys, che proprio di cetacei si occupa.
È stata un’esperienza fantastica sia dal punto di vista umano sia professionale, e continua tuttora. Con l’Istituto Tethys ho lavorato come principal investigator (detto in inglese fa molto più effetto!) in diversi progetti — nell’Adriatico settentrionale, nella Grecia ionica e nello Stretto di Messina — occupandomi dello studio dell’ecologia e del comportamento dei cetacei, soprattutto dei delfini, nel Mar Mediterraneo.
Tra l’ottobre 2005 e il settembre 2006 ho avuto la fortuna di essere selezionata da Giuseppe Notarbartolo di Sciara come ricercatrice per un progetto in Egitto nell’area marina di Samadai Reef (Marsa Alam). Qui un gruppo di delfini della specie stenella dal lungo rostro (Stenella longirostris) si reca ogni giorno per riposare e socializzare dall’alba al tramonto, prima di uscire in mare aperto per nutrirsi di calamari e pesci mesopelagici.
In questo progetto ho utilizzato ampiamente, e con grande successo, il metodo della fotoidentificazione sott’acqua in snorkeling… semplicemente fantastico!
Nel 2008 e 2009 ho poi collaborato con il Cetacean Research & Rescue Unit (CRRU), un’associazione che opera nelle acque scozzesi del Moray Firth studiando balene, delfini e focene.
Un bel cambiamento passare dal Mediterraneo — caldo, trasparente e relativamente calmo — al Mare del Nord: freddo, spesso molto mosso, color petrolio ma pieno di vita come raramente ho visto altrove!
Dal 2010 al 2012, sempre grazie a Giuseppe, sono diventata consulente per l’associazione egiziana Hurghada Environmental Protection and Conservation Association (HEPCA). Insieme alle care amiche e colleghe Amina Cesario e Maddalena Fumagalli abbiamo fondato il Red Sea Dolphin Project (RSDP) e portato a termine il primo monitoraggio scientifico completamente dedicato alla stima dell’abbondanza e della distribuzione dei cetacei nel Mar Rosso.
La raccolta dati attraverso il RSDP è stata un’esperienza incredibile e talmente stimolante da convincermi a trasformarla nel tema del mio dottorato di ricerca, questa volta presso l’Università di St Andrews, in Scozia.
Ora che il dottorato è appena terminato si riparte con nuovi ed entusiasmanti progetti… e spero davvero che possiate farne parte anche voi!
Il prossimo progetto si chiama Gibuti — o meglio Djibouti — dove navigheremo alla scoperta dei cetacei che vivono in queste acque.


Rubriche e approfondimenti

Luoghi, Storie e Persone