Personaggio

Shaaban

dal 1990 al 2010

Chi ha avuto il piacere di immergersi con Shaaban ricorderà sempre con grande piacere questo simpaticissimo personaggio, capace di rendere emozionante anche un’immersione apparentemente normale e di trasmettere tutta la sua passione per il mare, rimasta immutata da quando ha iniziato a immergersi.
Shaaban riesce sempre a trovare, in ogni immersione, quel dettaglio capace di dare un valore aggiunto all’esperienza: una qualità che appartiene solo ai veri accompagnatori subacquei.
La sua storia inizia proprio qui, a Hurghada, dove è nato trentasei anni fa.
Suo padre arrivò in questo piccolo paese di pescatori nel 1953, quando la pesca era praticamente l’unica attività esistente e pescare significava trascorrere settimane intere a bordo di piccole imbarcazioni, affrontando sacrifici che oggi sembrano appartenere ad altri tempi.
Fin da bambino Shaaban seguì il padre durante le battute di pesca, principalmente nelle acque di Hurghada, ma spesso anche più lontano, navigando fino alle coste dello Yemen e dell’Arabia Saudita.
La grande passione e l’amore per il mare lo portarono fin da piccolo a dedicarsi all’immersione in apnea, che divenne presto la sua attività preferita.
In realtà l’unico momento divertente di quella vita così dura era proprio la possibilità di osservare il mare attraverso una maschera autocostruita, regalatagli dal padre.
A metà degli anni Ottanta Shaaban decise di trasformare quella passione in un lavoro e iniziò a collaborare con un diving center tedesco a Hurghada.
Questa esperienza contribuì a formarlo come subacqueo, ma il vero punto di svolta arrivò il 20 luglio 1990, quando entrò a far parte della grande famiglia del Diving World.
Nei primi tre anni di attività si specializzò come guida nelle crociere subacquee nel Nord dell’Egitto e successivamente anche nel Sud del Mar Rosso.
Nonostante questo, Hurghada e il suo arcipelago restano i luoghi dove Shaaban si sente davvero a casa: è il mare dove è nato, dove ha imparato a immergersi fin da ragazzo e dove, ancora oggi, nonostante le innumerevoli immersioni effettuate in tutto il Mar Rosso egiziano, si sente più a suo agio.
Con il tempo decide di lasciare le crociere e di dedicarsi esclusivamente alle uscite giornaliere, anche perché nel frattempo si è sposato.
Sott’acqua Shaaban ha l’occhio di un falco: riesce a individuare pesci e creature che spesso restano invisibili anche agli occhi più attenti, mimetizzati perfettamente tra coralli e rocce della barriera.
Tra tutti gli animali che ama mostrare ai subacquei, ce n’è uno in particolare che ha sempre suscitato la sua curiosità: il temuto pesce pietra.
È proprio questo pesce dall’aspetto primordiale che lo ha reso famoso a Hurghada. Shaaban riesce infatti, con una velocità impressionante, ad afferrarlo con le mani dalle pinne ventrali e a portarlo in giro come se fosse un innocuo pesciolino. Una volta preso, il pesce rimane completamente immobile, proprio come quando si mimetizza tra i coralli.
Bisogna però ricordare che la sua difesa è estremamente pericolosa: alcune spine della pinna dorsale contengono infatti un potente veleno potenzialmente mortale.
Un dettaglio che, almeno per il momento, sembra non preoccupare affatto Shaaban.
Come ogni giorno, al rientro in porto Shaaban — soprannominato “Scibolla” — si mette sulle spalle il suo zainetto e torna a casa.
Ad aspettarlo ci sono Hadi, di sette anni, Esra, di cinque anni, e il piccolo Usef, nato appena due mesi fa.


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