Informazioni
Immersione
Essendo una zona spesso esposta a forti venti, il punto di inizio immersione, situato sul versante nord-ovest della Big Brother, viene generalmente raggiunto con un trasferimento in gommone dall’ormeggio principale posto sulla punta sud dell’isola. L’ingresso in acqua avviene nei pressi della punta nord-ovest dell’isola. Con una discesa rapida si raggiunge la quota di circa -25 metri, mantenendo la parete sulla sinistra mentre la corrente trasporta i subacquei verso la verticale del relitto. Un buon riferimento per individuare la posizione dello scafo sono alcuni verricelli e bitte concrezionate dai coralli, probabilmente scaraventati fuori bordo durante l’impatto con il reef. Poco più sotto appare la sagoma dello scafo dell’Aida II. Il primo impatto visivo è straordinario: la nave appare completamente ricoperta da alcionacei multicolori, che prosperano grazie alla corrente costante presente nella zona. La poppa, situata oltre i -60 metri, presenta una caratteristica forma arrotondata sulla quale è ancora visibile il nome della nave. L’immersione si sviluppa generalmente lungo la parte centrale del ponte superiore, situato a circa -40 metri, dove si trovano alcuni boccaporti che permettono l’accesso alle stive. Queste, ormai prive del carico originario, ospitano grandi banchi di pesci vetro (glassfish). All’interno la luce naturale è molto scarsa ed è quindi consigliato l’uso di una torcia subacquea. È inoltre necessario prestare attenzione alle lamiere taglienti dello scafo, indebolite dalla corrosione. Dopo aver visitato le stive si può osservare come ogni elemento esterno del relitto sia ormai colonizzato da una grande varietà di organismi marini: alcionacei, gorgonie, anemoni e spugne ricoprono interamente lo scafo. Attorno alla nave si muovono nuvole di anthias, gruppi di pesci volitans, murene e piccole cernie che trovano rifugio tra le prese d’aria e le strutture metalliche. Terminata l’esplorazione del relitto si risale lungo il costone della parete proseguendo verso sud a profondità più ridotte. Trasportati dalla corrente si può osservare l’eccezionale ricchezza di vita della barriera corallina. La risalita termina generalmente nei pressi del pontile dell’isola, dove i gommoni di assistenza, che seguono l’immersione dall’esterno, recuperano i subacquei per riportarli all’imbarcazione principale.
Storia
Originariamente l’Aida era impiegata per garantire i rifornimenti ai fari del Mar Rosso egiziano. Successivamente venne requisita dalla Marina militare egiziana e utilizzata come nave per il trasporto di truppe. Fece la sua prima apparizione nei registri ufficiali britannici l’8 ottobre 1941, durante la Seconda guerra mondiale. In quel periodo l’Aida intervenne per prestare soccorso alla nave britannica S.S. Rosalie Moller, affondata in seguito a un attacco aereo tedesco nella zona di Zafarana Anchorage nel Golfo di Suez. Durante l’operazione di soccorso anche l’Aida venne bombardata da un Heinkel 111 tedesco. Il comandante riuscì tuttavia a portare la nave in secca evitando il naufragio. Dopo quell’episodio la nave venne riparata e ribattezzata Aida II, tornando in servizio fino al 1957, anno del suo definitivo affondamento. Nella notte del 16 settembre 1957, l’Aida II, utilizzata per il trasporto di militari destinati alla sorveglianza dei fari della zona, tentò una manovra di attracco sul lato occidentale della Big Brother Island. Il forte vento e il mare agitato scaraventarono la nave contro la parete rocciosa dell’isola. I ripetuti urti contro la scogliera spezzarono lo scafo in due tronconi che iniziarono rapidamente a imbarcare acqua, causando l’affondamento della nave. Fortunatamente il naufragio non ebbe conseguenze tragiche per i circa 70 militari egiziani presenti a bordo, grazie all’intervento della nave Bergheus, che raggiunse la zona dopo aver ricevuto l’SOS. Oggi, a più di mezzo secolo dall’incidente, l’Aida II giace sulla parete del reef in assetto di navigazione, con la prua a circa 27 metri e la poppa a circa 68 metri di profondità, rappresentando uno dei relitti più spettacolari del Mar Rosso.