Informazioni
Immersione
Scendendo in acqua e seguendo la fiancata sinistra, si raggiunge la prua che poggia su un fondale di circa -25 metri. Qui si osservano le enormi ancore adagiate su due scogli madreporici, probabilmente calate nel tentativo di fermare la nave sul reef. L’ancora di sinistra è appoggiata verticalmente alla base di uno scoglio con la catena disposta in diagonale, mentre quella di destra è incagliata nel reef con la catena che fluttua nel blu. Tra le due catene si distingue l’imponente prua deformata dall’impatto contro la barriera corallina. Seguendo la fiancata sinistra si incontra un primo avvallamento del reef che permette di attraversare il relitto e raggiungere il versante opposto. Sulla chiglia sono presenti piccole gorgonie attaccate alle lamiere. La fiancata di destra, più esposta alle correnti, è invece ricoperta da formazioni madreporiche. Proseguendo verso poppa si incontra un secondo avvallamento con fondale di sabbia chiara, anch’esso attraversabile. Continuando si raggiunge il grande timone, all’interno del quale è visibile l’elica a quattro pale, ancora in perfette condizioni. Intorno al relitto si trovano varie parti delle strutture della nave collassate durante l’impatto, tra cui il supporto della bussola e il telegrafo di macchina. Nonostante il limitato interesse storico e biologico, si tratta comunque di un’immersione interessante dal punto di vista scenografico, soprattutto per la posizione del relitto e per l’imponente prua che, nelle giornate di mare calmo, può essere osservata in tutta la sua estensione.
Storia
La storia di questo relitto è poco conosciuta. All’interno della nave non è presente alcun carico e, considerando la posizione del relitto con prua rivolta a nord e poppa a sud, si presume che la nave provenisse da Jeddah ed fosse diretta verso Suez. La data di scadenza di alcuni medicinali rinvenuti nell’infermeria suggerisce che l’incidente possa essere avvenuto intorno al 1970.