Informazioni
Immersione
Il punto di immersione viene raggiunto con il gommone, che si ormeggia direttamente sopra il relitto. Sul cappello del reef è ancora visibile il rimorchio di uno dei camion catapultato fuori bordo durante l’impatto contro la barriera corallina. Il relitto del Blue Belt si trova perpendicolare alla parete del reef di Sha’ab Suedi, orientato in direzione est-ovest e adagiato su un fondale inclinato con la chiglia rivolta verso la superficie. La prua si trova a circa -50 metri, mentre la battagliola di poppa raggiunge profondità vicine ai -100 metri. L’elica a quattro pale e il timone sono sospesi a circa -90 metri. Durante la discesa si possono osservare diverse automobili Toyota pick-up sparse sul fondale a varie profondità. Per molti anni il relitto è rimasto in equilibrio lungo la parete con la prua a circa -15 metri, fino a quando nel settembre 2013 la struttura è scivolata definitivamente verso profondità maggiori. Oggi l’immersione ha perso parte del suo interesse originale, ma rimane possibile esplorare il pianoro a circa -20 metri, dove sono ancora presenti alcune delle automobili del carico, testimonianza del naufragio.
Storia
Il 1 dicembre 1977 il Blue Belt salpò dal porto di Jeddah diretto a Port Sudan con un carico composto da 181 automobili Toyota, 6 camion, diversi rimorchi e numerosi pezzi di ricambio destinati al mercato locale. Le circostanze esatte dell’incidente non sono mai state chiarite. Non è infatti chiaro come la nave, diretta verso Port Sudan, si sia trovata sulla rotta del reef di Sha’ab Suedi. È probabile che l’incidente sia stato causato da un errore umano, forse aggravato dalle pessime condizioni meteorologiche e dalla scarsa visibilità presenti quel giorno. Al momento del naufragio la nave apparteneva all’armatore saudita Ahmed Mohammed Baaboud.