Informazioni
Immersione
La barca diving ormeggia direttamente sopra il relitto utilizzando una cima fissata al cassero centrale. Trattandosi di una nave di dimensioni relativamente ridotte, è possibile visitarla con calma e senza particolari problemi di tempo o consumo d’aria. Dopo una visione generale dell’insieme si può iniziare l’esplorazione dalla zona di prua. Sulla fiancata di tribordo, quella rivolta verso la superficie, è visibile la grande ancora inserita nell’occhio di cubia. La prua non offre altri elementi di particolare interesse, ma proseguendo si raggiunge la parte centrale dello scafo dove, appoggiato sul fondale, si trova un grande bigo di carico disposto perpendicolarmente al relitto e proteso verso l’esterno del reef. Sulla sua parte superiore sono visibili due carrucole ricoperte da spugne rosse, mentre numerosi alcionacei colorati pendono nel blu. Proseguendo verso l’esterno del relitto si incontrano diversi oggetti catapultati fuori durante l’impatto e l’affondamento, tra cui una elica di rispetto a quattro pale posata sul fondale. Tornando verso la nave si incontra un grande ammasso di matasse di filo elettrico in corrispondenza dell’ingresso alle stive principali; qui nuota spesso un fitto branco di azzannatori gialli. Proseguendo si raggiunge il cassero centrale, con la cabina di comando e il grande fumaiolo. Nella zona poppiera è presente un portellone aperto con una scala che conduce alla sala macchine. Continuando verso poppa si nota come gran parte delle strutture della nave sia rivestita da spugne rosse, e osservando attentamente si può ancora leggere il nome originale inciso sulle lamiere. Su molte superfici metalliche sono cresciute anche numerose ostriche, anch’esse ricoperte dalla stessa spugna rossa. Sospesi nel blu si trovano il timone e l’elica a quattro pale, completamente ricoperti di spugne, creando un effetto scenografico molto suggestivo. Sul lato della chiglia, appoggiati contro la parete del reef, si trovano altre matasse di cavi elettrici e un grande cassone metallico espulso durante l’impatto. La visibilità è generalmente buona, anche se talvolta possono verificarsi correnti piuttosto sostenute. La vita marina è ricca: grandi banchi di azzannatori gialli si muovono tra il relitto e le strutture metalliche circostanti, mentre verso il bordo del pianoro, dove il fondale precipita in una parete verticale, è possibile osservare cernie e squali di barriera.
Storia
Non esistono molte informazioni su questa piccola nave da trasporto affondata nei pressi del porto di Jeddah, probabilmente all’inizio degli anni ’80. Durante la costruzione del nuovo porto di Jeddah, a metà degli anni ’70, diverse imbarcazioni ebbero incidenti in quest’area a causa della scarsa segnaletica di accesso. Solo successivamente furono installati fari e segnalazioni luminose per facilitare l’ingresso in porto. È molto probabile che anche il Condestable abbia subito la stessa sorte, andando a sbattere violentemente contro il reef situato circa 21 miglia a ovest del porto. Dopo l’impatto contro la parete di Tower Reef, la nave rimase inizialmente incagliata per poi scivolare lungo la parete fino ad adagiarsi sul fianco sinistro a circa -27 metri di profondità, con la prua orientata verso ovest e parallela alla parete del reef.