Informazioni
Immersione
Il relitto del Francesco Nullo non è mai stato individuato con certezza né esplorato dopo l’affondamento. Le informazioni disponibili indicano una possibile posizione a circa 5 miglia a sud-est del vecchio faro di Harmil, nelle coordinate approssimative 16°28’N – 40°13’E. Si ritiene che il relitto possa trovarsi su un fondale compreso tra 60 e 80 metri di profondità, probabilmente spezzato in due tronconi a seguito delle esplosioni subite durante il combattimento. L’area si trova oggi in una zona militare dell’arcipelago Dahlak, dove è presente una guarnigione dell’esercito eritreo e l’accesso ai civili è generalmente vietato. Di conseguenza il relitto rimane ancora oggi uno dei misteri inesplorati della storia navale del Mar Rosso.
Storia
Durante il conflitto italo-etiopico il Francesco Nullo venne impiegato in missioni di pattugliamento e contrasto al contrabbando di armi. Terminata la guerra d’Abissinia, rientrò nel Mediterraneo, partecipando indirettamente anche alle operazioni legate alla guerra civile spagnola. All’inizio del 1939 tornò nel Mar Rosso, assegnato alla III Squadriglia Cacciatorpediniere insieme alle unità gemelle Battisti, Sauro e Manin, con base a Massaua. Il 10 giugno 1940, giorno dell’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, il Nullo si trovava proprio nel porto eritreo. Dal maggio 1940 il comando dell’unità era affidato al capitano di corvetta Costantino Borsini. Nei primi mesi di guerra il cacciatorpediniere partecipò a diverse missioni di intercettazione dei convogli britannici nel Mar Rosso, senza tuttavia riuscire a entrare in contatto con unità nemiche. Nella notte tra il 20 e il 21 ottobre 1940, durante un’operazione contro il convoglio britannico BN-7, composto da 32 mercantili scortati da diverse unità militari, tra cui l’incrociatore leggero HMNZS Leander e il cacciatorpediniere HMS Kimberley, la situazione divenne rapidamente sfavorevole alle forze italiane. Durante lo scontro il Francesco Nullo subì una grave avaria al timone e fu costretto a dirigersi lentamente verso Massaua. Il Kimberley e lo sloop australiano Yarra si lanciarono all’inseguimento. Il comandante Borsini, consapevole della situazione disperata, si avvicinò all’isola di Harmil con l’intento di permettere all’equipaggio di salvarsi e di portare la nave sotto la copertura della batteria costiera Giulietti, che effettivamente riuscì a colpire il cacciatorpediniere britannico. Gravemente danneggiato dal fuoco nemico, il Francesco Nullo affondò nelle prime ore del 21 ottobre 1940 nei pressi dell’isolotto di Seil Harmil. Il comandante Costantino Borsini, dopo aver ordinato all’equipaggio di abbandonare la nave, rimase volontariamente a bordo. Il marinaio Vincenzo Ciaravolo, suo attendente, tornò a bordo per condividere la sorte del comandante. Entrambi scomparvero quando la nave, colpita da nuove esplosioni, affondò definitivamente. A entrambi venne conferita alla memoria la Medaglia al Valor Militare.