Informazioni
Immersione
Il punto esatto in cui giace il relitto della Vincenzo Giordano Orsini non è mai stato individuato con precisione. Al momento dell’autoaffondamento la nave si trovava su un fondale di circa 30 metri, a circa mezzo miglio a est della penisola di Abd el Kader, all’altezza del pontile del Comando Marina di Massaua. Non risulta che il relitto sia mai stato recuperato o demolito. L’area circostante il porto di Massaua è tuttora interdetta alle immersioni civili, motivo per cui il relitto non è mai stato ufficialmente localizzato né esplorato da subacquei. Rimane quindi uno dei relitti storici ancora non documentati del Mar Rosso meridionale.
Storia
40/39 mm, rallentando l’avanzata britannica nei pressi di Embereni. Dopo aver esaurito tutte le munizioni, nella tarda mattinata dell’8 aprile 1941 il comandante decise di autoaffondare la nave per impedirne la cattura. Secondo la relazione redatta nel dopoguerra dal capitano di corvetta Mario Pouchain, la nave venne affondata aprendo i kingston e rompendo alcuni tubi della sala macchine, evitando l’uso di cariche esplosive a causa della vicinanza della nave ospedale Ramb IV e dell’ospedale a terra. L’unità iniziò ad affondare lentamente, sbandando sulla dritta quando l’acqua entrò dagli oblò inferiori, per poi sollevarsi di prua e inabissarsi con la poppa su un fondale di circa 27 metri.