Informazioni
Immersione
Shermo Reef (o Gotha al Sharm) è un reef di forma circolare con un piccolo marker posizionato sul cappello della barriera. Sul versante nord del reef si trova il relitto dello Iouna, completamente ricoperto dalla vita incrostante della barriera ma ancora integro nelle sue strutture principali. Il terzo di prua, a seguito dell’impatto con il reef, si è staccato dal resto dello scafo ruotando verso destra, mentre il resto della nave è adagiato lungo il costone della barriera. La zona poppiera, dove si trovano il timone e l’elica a tre pale, poggia sul fondo sabbioso a circa -47 metri. L’immersione inizia seguendo la murata di destra fino a raggiungere la profondità massima, per poi risalire sul ponte principale e proseguire verso prua. Attorno al relitto si trovano numerosi pinnacoli madreporici dalle forme spettacolari. Nella parte centrale del ponte superiore si distingue il fumaiolo, situato accanto alla cabina di comando. Attraverso le ampie aperture sul ponte è possibile accedere alle stive. Nella zona centrale della nave, sotto il fumaiolo, si trova la cabina del capitano. Entrando con attenzione per evitare di sollevare il sedimento presente sul fondo si possono osservare grandi banchi di glassfish che riempiono gli ambienti interni. Proseguendo verso prua si incontra un’altra stiva e successivamente il punto in cui la prua si è staccata dal resto dello scafo. All’incirca a questa altezza, appoggiato sul pianoro sabbioso, si trova un bigo di carico spezzato. La parte terminale della prua è invece appoggiata sul reef in pochi metri d’acqua. Con un po’ di attenzione si può notare un passaggio tra la prua e la parete del reef dove cresce un bellissimo alcionaceo.
Storia
Dai racconti dei vecchi abitanti di Yanbu si ipotizza che si trattasse di una nave britannica successivamente acquistata dall’esercito ottomano all’inizio della Prima guerra mondiale. Al momento dell’incidente lo Iouna trasportava un carico di zucchero e circa 130 militari, che si dispersero in mare durante il naufragio. La vicenda presenta ancora molti aspetti poco chiari. Rimane infatti difficile comprendere come una nave di proprietà ottomana potesse navigare liberamente in questa zona del Mar Rosso durante la guerra, considerando che l’area era controllata e pattugliata dalle forze britanniche, impegnate nel rifornimento del nascente Regno Saudita. Il relitto fu individuato nel 1980 da alcuni tecnici della compagnia petrolifera Aramco, mentre effettuavano lavori sulla conduttura che termina proprio nel porto di Yanbu. Oggi il relitto dello Iouna si trova a circa venti minuti di navigazione dal porto ed è considerato uno dei relitti più interessanti presenti lungo la costa saudita del Mar Rosso.