Relitto

Kingston

EGITTOSharm el Sheikh

Cartina Kingston

Informazioni

Località:Shag Rock (Sharm el Sheikh)
Distanza dalla Costa:sottocosta
Tipo:brigantino mercantile
Nazionalità:inglese
Cantiere:Oswald Shipyard Company – Sunderland
Varo:16 febbraio 1871
Data Affondamento:20 febbraio 1881
Causa Affondamento:collisione contro reef
Interesse Storico:medio
Lunghezza:78 m
Larghezza:10 m
Stazza:1.449 tonnellate
Propulsione:mista vela-vapore
Motori:vapore a 2 cilindri
Eliche:1 a quattro pale
Posizione:assetto navigazione lungo parete
Stato conservazione:basso
Profondità minima e max:da 0 a 14 m
Profondità max consigliata:14 m
Difficoltà:semplice
Corrente:probabilità media
Visibilità:da media a buona
Esplorazione Interni:semplice
Notturna:no
Snorkelling:si
Immagine del viaggio Immagine del viaggio Immagine del viaggio

Nave

Il Kingston venne costruito a Sunderland nei cantieri Oswald Shipyard Company e varato il 16 febbraio 1871. Era una nave mercantile lunga 78 metri e larga 10 metri, con una stazza di 1.449 tonnellate. Il sistema di propulsione era misto vela-vapore, con un motore a vapore a due cilindri capace di garantire una velocità di crociera superiore agli 11 nodi. La nave era registrata presso i Lloyd’s come “brigantino a vapore con chiglia in acciaio”. Sebbene fosse utilizzata principalmente per il trasporto di carbone, il Kingston poteva imbarcare anche passeggeri.

Immersione

Il relitto del Kingston si trova lungo la parete del reef di Shag Rock ed è spesso esposto a forte moto ondoso proveniente da nord, per cui la discesa deve essere effettuata rapidamente. In caso di mare mosso il punto di immersione viene raggiunto con il gommone. Una volta in acqua si scende fino a circa -18 metri, dove si trovano la poppa, il grande timone e l’elica a quattro pale, ancora in buono stato di conservazione. Il relitto è adagiato in assetto di navigazione lungo la parete e risulta relativamente ben conservato fino alla metà dello scafo. La nave è oggi spezzata in due sezioni e può essere esplorata entrando dalla zona di poppa, dove la luce naturale filtra attraverso le aperture dello scafo illuminando le stive. Parte del carico di carbone trasportato al momento del naufragio è ancora presente in alcune stive e contribuisce a mantenere lo scafo stabile sul reef, evitando che scivoli ulteriormente verso il fondo nonostante il continuo impatto delle onde. Nel corso degli anni molti oblò sono stati rimossi e tutte le strutture in legno si sono completamente decomposte, lasciando visibili soltanto le ordinate metalliche della nave. Sul reef sono ancora presenti alcuni elementi importanti della struttura, tra cui l’elica di rispetto e la grande caldaia che alimentava il motore a vapore. I resti dell’albero maestro si trovano appoggiati lungo il lato destro del reef. Procedendo verso prua, le strutture diventano sempre più frammentate e oggi rimangono soltanto parti metalliche sparse e concrezionate tra i coralli. La zona di prua è ormai quasi completamente disintegrata. L’intera area è circondata da coralli ben conservati e da una ricca vita marina, che rendono l’immersione particolarmente suggestiva. Il momento migliore per visitare il relitto è nel pomeriggio, quando i raggi del sole penetrano tra le strutture della nave creando spettacolari giochi di luce.

Storia

Per molti anni il relitto venne erroneamente identificato con il nome Sarah H., denominazione attribuita da Shlomo Cohen, il primo a ritrovare il relitto all’inizio degli anni ’90 dopo numerose ricerche nella zona di Shag Rock. Non essendo riuscito a identificare il vero nome della nave, Cohen decise di battezzarla con il nome della propria compagna, Sarah Halal. Solo diversi anni più tardi fu possibile stabilire con certezza che il relitto apparteneva al Kingston, anche se ancora oggi molti subacquei continuano a riferirsi al sito con il vecchio nome. La mattina del 20 gennaio 1881 il capitano Cousins lasciò il porto di Londra diretto verso Aden, nello Yemen. Dopo aver attraversato il Mediterraneo e il Canale di Suez, la nave si apprestava a entrare nello stretto di Gubal per proseguire nel Mar Rosso. Dopo due giorni trascorsi senza dormire per gestire le procedure di transito nel canale, il capitano decise di concedersi un breve riposo, convinto che la navigazione non presentasse più ostacoli. Alle prime luci dell’alba del 20 febbraio 1881, tuttavia, il Kingston urtò violentemente il reef di Shag Rock, probabilmente a causa dei forti venti provenienti da nord. Per due giorni l’equipaggio tentò disperatamente di salvare la nave e riportarla a galla, ma ogni sforzo si rivelò inutile. Il capitano rimase a bordo fino all’ultimo momento, mentre la nave iniziava lentamente ad affondare dalla poppa. Quando giunsero i primi soccorsi, l’unica parte ancora visibile fuori dall’acqua erano gli alberi della nave, mentre il resto dello scafo era ormai completamente sommerso.

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