Relitto

Numidia

EGITTOEGITTO Crociere Sud

Cartina Numidia

Informazioni

Località:Brother Island - Egitto
Distanza dalla Costa:35 miglia
Tipo:da trasporto
Nazionalità:inglese
Cantiere:Henderson Company, Glasgow
Varo:1901
Data Affondamento:19 luglio 1901
Causa Affondamento:collisione contro reef
Interesse Storico:medio
Lunghezza:137,4 m
Larghezza:16,7 m
Stazza:6.399 ton.
Propulsione:motore
Motori:tripla espansione a 3 cilindri
Eliche:1 a quattro pale
Posizione:assetto navigazione lungo parete
Stato conservazione:basso
Profondità minima e max:da 12 a 80 m
Profondità max consigliata:40 m
Difficoltà:elevata
Corrente:alta probabilità
Visibilità:da buona a ottima
Esplorazione Interni:media
Notturna:no
Snorkelling:no
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Nave

Il Numidia era una nave da carico britannica costruita a Glasgow nei cantieri Henderson Company all’inizio del 1901. Si trattava di una nave relativamente grande per l’epoca, con una stazza lorda di 6.399 tonnellate, alimentata da un motore a vapore a triplice espansione a tre cilindri, capace di fornire una velocità superiore ai 10 nodi. La nave era lunga 137,4 metri e larga 16,7 metri ed era destinata al trasporto di materiale per la costruzione di ferrovie nelle colonie britanniche in India.

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Immersione

Dopo l’incidente il Numidia scivolò lungo la parete nord della Big Brother Island, adagiandosi in assetto di navigazione con la prua a circa -12 metri e la poppa a circa -80 metri di profondità. L’immersione sul Numidia è considerata una delle più spettacolari del Mar Rosso, grazie all’impressionante colonizzazione di coralli molli che nel corso di oltre un secolo hanno ricoperto l’intera struttura della nave. Questa straordinaria crescita biologica è dovuta alla posizione del relitto, situato in una zona caratterizzata da forti correnti ricche di ossigeno. Si tratta di un’immersione consigliata esclusivamente a subacquei esperti, da affrontare con grande attenzione poiché la zona è frequentemente interessata da forti correnti generate dai venti provenienti da nord. Il punto di immersione non è raggiungibile direttamente dalla barca principale, ma viene effettuato tramite gommoni, che permettono ai subacquei di entrare in acqua direttamente sopra il relitto alla profondità stabilita. A una prima occhiata il relitto può essere difficile da distinguere dalla parete, poiché nel corso degli anni il corallo ha completamente inglobato le strutture metalliche formando quasi un tutt’uno con la scogliera. Solo avvicinandosi compaiono i primi segnali della nave, riconoscibili dall’incredibile quantità di alcionacei multicolori che ricoprono ogni struttura. La zona poppiera, situata a circa -80 metri, presenta una forma arrotondata con il grande timone e l’unica elica appoggiata sul fondale. Nella stessa zona si trovano diversi argani e verricelli. Tuttavia la parte più interessante del relitto si trova intorno ai -40 metri, dove un tempo sorgeva il castello di comando in legno, ormai completamente distrutto dalle correnti. Da questa profondità il relitto mostra il meglio di sé: inferiate, alberi e gru delle lance di salvataggio sono completamente avvolti da alcionacei colorati e circondati da una straordinaria quantità di vita marina. Con la dovuta attenzione è possibile accedere all’interno delle stive, ormai completamente vuote ma colonizzate da coralli molli e da grandi banchi di pesci. Proseguendo lungo lo scafo si raggiunge la prua, situata a circa -12 metri. Poco sopra, sulla parete del reef a circa 10 metri, si trovano due enormi ruote a raggiera, anch’esse ricoperte di alcionacei. Queste facevano parte del carico trasportato dalla nave: materiale destinato alla costruzione di una linea ferroviaria nelle colonie britanniche. Attorno alla prua si trovano inoltre diverse rotaie catapultate fuori bordo durante l’incidente. L’immersione sul Numidia richiede una pianificazione molto accurata e un costante controllo del consumo d’aria. La risalita può avvenire direttamente sul reef a nord solo in condizioni di mare molto calmo e assenza di corrente. Più frequentemente è necessario seguire la parete occidentale dell’isola, dove le condizioni sono generalmente più riparate dalle correnti e dal moto ondoso.

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Storia

Il 28 febbraio 1901 il Numidia lasciò il porto di Glasgow per quello che sarebbe stato il suo primo viaggio verso Calcutta. Per il capitano e il suo equipaggio rappresentava l’occasione di prendere confidenza con questa grande nave appena varata. Il secondo viaggio partì il 6 luglio 1901 dal porto di Liverpool, ma la vita operativa del Numidia si rivelò estremamente breve: quello sarebbe stato anche il suo ultimo viaggio. La nave trasportava un carico generale di circa 7.000 tonnellate e a bordo si trovavano 97 membri dell’equipaggio, senza passeggeri. Dopo aver lasciato Suez nelle prime ore del 19 luglio 1901, la navigazione procedeva con condizioni meteorologiche favorevoli. Alle 19:00 venne avvistata l’isola di Shadwan, mentre verso l’una di notte furono individuate in lontananza le luci del faro delle Brother Islands. Dopo aver comunicato di navigare a circa un miglio a ovest dell’isola, il capitano lasciò il ponte ordinando di essere svegliato alle prime luci dell’alba. Tuttavia, poco più di un’ora dopo l’avvistamento del faro, il Numidia andò a incagliarsi violentemente sulla punta nord della Big Brother Island. Per due ore l’equipaggio tentò inutilmente di disincagliare la nave mentre i motori continuavano a funzionare. Quando risultò evidente che lo scafo stava imbarcando acqua in modo sempre più rapido, i motori furono arrestati. Alle 7:30 vennero inviati i primi segnali di soccorso verso Suez, mentre parte dell’equipaggio veniva fatta sbarcare sull’isola. Diverse navi arrivarono in aiuto, ma ogni tentativo di rimettere a galla la nave risultò vano. Una volta accertata l’impossibilità di salvare il Numidia, il resto dell’equipaggio raggiunse i compagni sull’isola, dove rimasero per circa sette settimane, recuperando gran parte del carico prima che la nave affondasse definitivamente.

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