Informazioni
Immersione
Il relitto del Rosalie Moller giace oggi su un fondale sabbioso nel canale tra l’isola di Gubal Seghir e l’isola di Tawila, a una profondità massima di circa -50 metri, mantenendo ancora un perfetto assetto di navigazione. L’immersione è considerata impegnativa, a causa della scarsa visibilità, delle correnti frequenti e delle notevoli profondità. Per esplorare il relitto in modo completo sarebbero necessarie almeno due o tre immersioni. Seguendo l’albero di poppa si raggiunge il ponte poppiero situato a circa -33 metri. Scendendo lungo la murata si può osservare lo squarcio provocato dall’esplosione della bomba, che consente l’accesso alla stiva di poppa, un tempo utilizzata per il trasporto del carbone. Tornando sul ponte superiore si può esplorare la cambusa, dove sono ancora visibili diversi oggetti appartenuti all’equipaggio. L’intera zona poppiera è circondata da grandi banchi di glassfish e da numerosi pesci leone (Pterois volitans). Superato il parapetto di poppa si raggiungono il timone e la grande elica, originariamente a quattro pale ma oggi ridotta a tre pale. Attraversando lo spazio tra elica e timone si risale sul lato opposto dello scafo per proseguire verso il centro della nave, dove si trovano gli alloggi dell’equipaggio. Qui si attraversa un corridoio con la cucina e l’accesso alla sala macchine sul lato destro, mentre sul lato sinistro si trovano i resti delle cabine dei marinai, ormai prive delle sovrastrutture. Proseguendo si raggiunge la zona dove un tempo si trovava il grande fumaiolo, oggi crollato sulle strutture sottostanti. Seguendo la murata di destra si torna verso l’albero di poppa e si raggiungono le sovrastrutture situate a circa -33 metri, dove sono presenti tre grandi gavoni. Nel primo gavone di destra si trova l’ancora di rispetto. Proseguendo si arriva alla zona di prua, dove l’ancora di sinistra è ancora inserita nell’occhio di cubia, mentre l’ancora di destra si trova sul fondale a circa 100 metri di distanza, ancora collegata alla catena. Risalendo sulle sovrastrutture si incontra il salpa-ancore, circondato da banchi di glassfish e cernie. Nel gavone di sinistra sono ancora visibili gomene e barili perfettamente stivati. Proseguendo verso l’albero di prua si può esplorare anche il ponte di comando del capitano. Per effettuare questa immersione è indispensabile l’uso di torce subacquee, poiché la luce naturale penetra con difficoltà all’interno del relitto. Inoltre, a causa dell’abbondante strato ferruginoso presente sulle strutture, è necessario muoversi con grande attenzione per evitare di sollevare il limo depositato sul fondo. Il momento migliore per immergersi sul relitto è al mattino, quando l’acqua è generalmente più limpida, mentre nel pomeriggio la visibilità tende a diminuire.
Storia
Nel marzo del 1931 il Francis venne venduto alla compagnia Reederei Moller, con sede nel Lancashire, e fu ribattezzato Rosalie Moller. In precedenza la nave aveva operato principalmente nelle acque costiere europee, ma con i nuovi armatori venne registrata nei registri cinesi, pur mantenendo bandiera britannica, operando sulle rotte tra Shanghai e Tsing-Tao. Con l’avvicinarsi della Seconda guerra mondiale, molte compagnie marittime si trovarono davanti a una scelta difficile: senza copertura assicurativa in caso di conflitto, l’unica alternativa era mettere le proprie navi al servizio dello sforzo bellico. Nel 1940 il Rosalie Moller si trovava a Liverpool sotto il comando del capitano James Byrne. Nonostante l’età della nave, risultava ancora perfettamente adatta a svolgere funzioni di supporto alla flotta britannica, trasportando fino a 4.500 tonnellate di carbone gallese, molto apprezzato per la combustione pulita e l’elevato potere calorifico. Nel luglio del 1941 i motori della nave vennero completamente revisionati in preparazione di quella che sarebbe stata la sua ultima missione. Per evitare i rischi della navigazione nel Mediterraneo, infestato da sommergibili italiani e U-Boot tedeschi, la nave circumnavigò l’Africa, facendo scalo in Sudafrica per il rifornimento prima di risalire l’Oceano Indiano ed entrare nel Mar Rosso attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. In questo modo avrebbe potuto rifornirsi nei porti di Port Sudan e Massaua, divenuti importanti basi britanniche dopo la caduta delle colonie dell’Africa Orientale Italiana. L’11 settembre 1941 il Rosalie Moller attraccò a Durban, in Sudafrica, per caricare carbone prima di riprendere la navigazione lungo la costa orientale africana. Dopo una breve sosta ad Aden, la nave entrò nel Mar Rosso diretta a Suez, dove le venne assegnato l’ancoraggio H nei pressi dell’isola di Gubal. Il 6 ottobre 1941, due bombardieri tedeschi Heinkel He 111 attaccarono e affondarono la nave britannica Thistlegorm, provocando una gigantesca esplosione che illuminò il cielo notturno e rivelò la posizione delle altre navi ancorate nella zona, tra cui il Rosalie Moller. La notte successiva, il 7 ottobre 1941, due bombardieri tedeschi attraversarono la costa egiziana da nord dirigendosi verso le navi ancorate. L’attacco causò due vittime tra l’equipaggio e portò all’affondamento del Rosalie Moller, che sprofondò nelle acque del Mar Rosso.