Informazioni
Immersione
Il relitto del Thistlegorm è orientato nord-ovest / sud-est e giace in assetto di navigazione su un fondale sabbioso tra -18 e -31 metri. L’esplorazione inizia generalmente dalla zona poppiera, dove si può osservare la grande elica e l’imponente poppa della nave. Risalendo lungo il lato sinistro si raggiunge il ponte superiore, dove si trovano ancora il cannone antiaereo e la mitragliatrice pesante, oggi completamente ricoperti da alcionacei. A circa -25 metri è visibile il grande squarcio nello scafo provocato dalle bombe tedesche in corrispondenza della quarta stiva, quella che conteneva le munizioni e i due cingolati Bren Carrier. L’esplosione fu così potente da scagliare una locomotiva ferroviaria a circa 30 metri di distanza dal relitto, dove oggi giace a circa -28 metri. Proseguendo lungo il ponte verso prua, spesso contrastando una corrente diretta a sud-est, si raggiunge il castello di prua, dove a circa -15 metri si trova il grande salpa-ancore. L’ancora di sinistra è ancora inserita nell’occhio di cubia, mentre la catena di dritta scende verticalmente verso il fondale fino a -31 metri, dove si trova l’ancora distesa a circa 60 metri dalla nave. L’esplorazione delle stive interne rappresenta una delle parti più affascinanti dell’immersione. La prima stiva, situata a prua, contiene casse di medicinali, fucili Lee-Enfield Mk III, stivali di gomma e pneumatici, mentre nel livello superiore si trovano motociclette BSA e automobili Morris. La seconda stiva, accessibile tra due vagoni ferroviari, ospita nel livello inferiore i camion Bedford, mentre nel livello superiore sono presenti altre motociclette e automobili. Subito dietro la seconda stiva si trova la plancia di comando, parzialmente scoperchiata dall’esplosione. Proseguendo verso poppa si raggiunge la terza stiva, dove sono ancora presenti casse di munizioni e bombe a mano, e infine la quarta stiva, completamente devastata dall’esplosione. Il relitto è oggi colonizzato da una ricca fauna marina, con banchi di platax, barracuda, carangidi, lutianidi e grandi cernie che popolano l’area circostante. A causa delle correnti spesso forti, la discesa e la risalita devono essere effettuate seguendo la cima di ormeggio dell’imbarcazione. È inoltre importante prestare attenzione al consumo d’aria, poiché l’immersione si svolge al limite della curva di sicurezza. Negli ultimi anni l’enorme afflusso di subacquei ha purtroppo iniziato a danneggiare il relitto: le bolle d’aria che si accumulano sotto le strutture metalliche accelerano i processi di corrosione e rappresentano una minaccia per la conservazione di questo straordinario sito storico.
Storia
Il Thistlegorm, il cui nome in gaelico significa “cardo blu”, effettuò tre missioni prima dell’ultima e fatale. La prima lo portò negli Stati Uniti, con un carico composto da parti di aerei e rotaie ferroviarie. La seconda missione ebbe come destinazione le Indie Orientali, mentre la terza lo condusse fino in Argentina. All’inizio di settembre 1941 la nave salpò da Glasgow per la sua quarta missione, diretta verso il Mar Rosso con un grande carico di materiale bellico destinato alle truppe britanniche impegnate nel Nord Africa. Dopo una sosta a Cape Town per il rifornimento di carbone, la nave raggiunse lo stretto di Gubal, dove rimase all’ancora insieme ad altre navi in attesa di poter attraversare il Canale di Suez. Nella notte del 6 ottobre 1941, intorno all’1:30, due bombardieri tedeschi Heinkel He 111 della seconda squadriglia del 26° Kampfgeschwader, decollati da Creta, individuarono il gruppo di navi ancorate nello stretto. Nel chiarore della luna piena, i piloti tedeschi sganciarono le bombe su uno dei bersagli. Due di queste colpirono il Thistlegorm all’altezza della stiva numero 4, dove erano stivati numerosi esplosivi e munizioni. L’esplosione fu devastante: la nave venne letteralmente spezzata e iniziò ad affondare rapidamente. Nell’attacco morirono cinque cannonieri e quattro marinai, mentre gli altri 49 membri dell’equipaggio riuscirono a salvarsi gettandosi in mare e vennero recuperati dalle scialuppe delle altre navi presenti. Il relitto rimase dimenticato fino al 1956, quando venne scoperto dal comandante Jacques-Yves Cousteau durante una spedizione con la nave oceanografica Calypso. All’interno delle stive venne trovato un enorme carico militare: camion Bedford, automobili Morris, motociclette BSA WDM20, casse di fucili Lee-Enfield Mk III, munizioni, stivali di gomma, generatori, pezzi di ricambio e materiale sanitario. Nelle stive 3 e 4 erano inoltre presenti mine anticarro, bombe a mano e proiettili di artiglieria. Sul ponte erano stivati anche due piccoli carri armati, quattro vagoni ferroviari e due locomotive. Proprio l’enorme quantità di esplosivi contenuti nella stiva numero 4 provocò la distruzione dello scafo e il rapido affondamento della nave.