Informazioni
Immersione
Il relitto è facilmente individuabile anche dalla superficie, grazie alla punta della prua che affiora sul reef, mentre il resto dello scafo segue il pendio della parete fino a circa -18 metri, dove si trovano la poppa e l’elica, parzialmente sepolta. Il sito può essere raggiunto sia con il gommone, sia entrando in acqua direttamente dall’ormeggio delle barche, situato a circa 100 metri di distanza. L’immersione è semplice e adatta a tutti i livelli di esperienza. Gli interni della nave sono ormai quasi completamente spogli e offrono poco interesse, ad eccezione di un fitto banco di glassfish che spesso occupa gli spazi interni. I punti migliori per osservare l’intero relitto sono nella zona di poppa, restando sospesi in acqua libera oppure allontanandosi di una decina di metri dal relitto appoggiandosi sul fondale. Da queste posizioni è possibile osservare lo scafo leggermente inclinato sulla murata destra e ancora in buono stato di conservazione. L’aspetto generale ricorda quello di un vecchio rimorchiatore dalla linea affusolata, tipica delle imbarcazioni della prima metà del Novecento. Al momento della scoperta del relitto erano presenti diversi oggetti di bordo, tra cui oblò e un ventilatore d’epoca, purtroppo successivamente rimossi. È possibile accedere con cautela alla sala macchine, prestando attenzione a non sollevare il sedimento che ricopre il fondale interno. La parte più interessante rimane comunque l’esterno dello scafo, ormai completamente colonizzato da coralli duri, spugne e ricche formazioni madreporiche, che ospitano numerose specie di pesci di barriera. Nella zona poppiera alcuni copertoni di camion, probabilmente utilizzati come parabordi, sono oggi rifugio per gruppi di pesci leone (Pterois), mentre il fumaiolo ospita spesso una piccola cernia rossa. Sotto la poppa, nei pressi dell’elica, non è raro incontrare una grande cernia nascosta tra le lamiere. Il momento migliore per visitare il relitto è al tramonto, quando la luce radente conferisce allo scafo una colorazione dorata e la vita marina diventa particolarmente attiva. L’immersione è inoltre molto suggestiva anche di notte.
Storia
Tra il piccolo porto di Ras Qulan e il promontorio di Ras Banas si estende il complesso corallino di Abu Galawa, situato nei fondali meridionali del Mar Rosso egiziano. Proprio nei fondali settentrionali di questo atollo, nell’agosto del 1990, venne scoperto casualmente il relitto del rimorchiatore Tienstin, noto anche come Tien Hsing. Della storia operativa della nave si conosce molto poco. Si sa soltanto che il 26 ottobre 1943, mentre era diretta verso Massaua, il rimorchiatore colpì violentemente la parete del reef per cause rimaste sconosciute. L’impatto provocò una grave falla nella zona di prua, causando il rapido affondamento dell’unità. Rimane ancora un mistero il motivo per cui la nave si trovasse all’interno di un intricato sistema di barriere coralline. È possibile che il rimorchiatore stesse tentando di prestare soccorso a un’altra imbarcazione in difficoltà, ma questa ipotesi non è mai stata confermata. Ciò che è certo è che la collisione con il reef fu estremamente violenta e provocò l’affondamento quasi immediato della nave.